Sorrisi che non si dimenticano

Sono reduce da un weekend mooolto  intenso… e bello bello bello !

Purtroppo ero mezza incatramata … tosse, mal di gola, mal di testa…  un disastro. Non ho avuto il coraggio di misurare la febbre… Woba, anzi woba (malaria per chi si fosse perso qualcosa nel frattempo) fa sempre paura e io…  preferisco non sapere!
Comunque sia, sabato mattina c’è stata l’ennesima riunione di comunità su clinica e attività varie di oratorio &C…. poveri anche loro… quando non lavorano affrontano ore e ore di riunioni organizzative… ma quando si riposano ? Questo ha comportato l’ennesima vittoria al concorso “Passa una mattinata con Nati !”…  Ma stavolta non ero l’unica vincitrice… con me c’era… la Melli ! Tornata pochi giorni fa per la festa del Meskèl .Credo sia la prima volta che torna ad Abobo da quando, circa un anno fa, ha lasciato la scuola e tutte le attività che portava egregiamente avanti coi bambini, per andare ad Addis e studiare da maestra, con ottimi risultati tra l’altro!
Abbiamo deciso di fare un giretto con Nati in città (sciri sciri Katamà!). Beh… ci abbiamo messo più di un’ora per fare  tutta la strada… ogni due metri qualcuno fermava la Melli per riabbracciarla dopo tanto tempo… sembravano tante piccole scene di Carramba che sorpresa!
E’ in queste cose che che si vede quanto una persona sia rimasta nel cuore della gente, col suo sorriso, la sua risata, la sua generosità…
Dopo questo bagno di folla, e soprattutto di bambini, sotto un sole a picco e arrabbiatissimo, ci siamo fermati a casa di Gemmanesh, che non ha ovviamente mancato di offrirci shai e ambasha… ma possibile che mangio più in Africa che in Italia ? E pure a scrocco… che vergogna!
Quanto spettegolavano Melli e Gemmanesh ! Altro che comari siciliane… Ogni tanto mi traducevano e anche se capivo la metà (storie più intricate di “Tempesta d’amore”o simili)… solo le loro facce e le loro risate travolgenti mi facevano morire dal ridere.
E  sono troppo belli i dialoghi tra me e la Melli … un misto di Amarico, Italiano, Inglese… frasi mischiate insieme, gesti. Poi finisce che la Melli scoppia a ridere e di conseguenza anch’io, spesso fino alle lacrime, e allora non c’è più bisogno di traduzioni!

Nel pomeriggio Addisù ci ha inviato al vilaggio 17 per “l’inaugurazione” della sua nuova, spettacolare casetta in “muratura” e lamiera, tutta dipinta di bianco e azzurro. ImmagineUnico esemplare della zona…
Lui è tirato su le maniche e, con i soldi guadagnati come lavoratore del compound, è riuscito a costruire una casetta che, nel contesto delle capanne del villaggio, è paragonabile a qualcosa tipo una villa con tripla piscina.

E cosa c’è di meglio poi di una buona enjera con Immaginedorowot (carne di pollo) con salsa rovente e piccantina  + caffè + ambasha + popcorn alle cinque di un rovente pomeriggio etiope?
Nulla. Proprio nulla.
Addisù e la sua ospitalità, la sua bellissima moglie e i suoi bambini… altri sorrisi che non si dimenticano…

Scene di vita all’OPD n°4

Mattinata pigra… pochi pazienti…
Ma è ancora presto…potrei essere smentita nel giro di pochi minuti!
In realtà ci sarebbe un bambino da visitare, ma il mio fedelissimo e laboriosissimo traduttore Best è sparito…. Strano, non capita mai! Quanto mi manca Ojulu … era tutto un altro lavorare con lui. Non aveva molta più voglia di lavorare di Best, ma se non altro per finire prima e chiacchierare un po’o spiegarmi l’Anuak, cercava di velocizzare il più possibile la visita e ormai avevamo un’ottima intesa lavorativa! Con Best è spesso una vera agonia… sempre imbronciato e scocciato…ma è Anuak… era così anche Ojulu all’inizio.
E’ che quando parte che non ha voglia, non c’è verso, mattinate terribili… Poi devo combattere per ottenere ogni cosa. I traduttori devono prendere il peso e la temperatura. Non dovrei neanche chiederlo… Nel suo caso fa queste cose quando LUI le ritiene opportune E allora gli chiedo: “Potresti per favore misurare la febbre?” “Ma non è venuto per febbre!!” oppure “Non è che gentilmente mi prenderesti il peso?” “Ma è venuto due mesi fa!”  Deve sempre rispondere e soprattutto devo giustificare ogni mia richiesta…; a volte mi sembra di supplicarlo! Tanto che spesso mi faccio queste cose da sola… con gran perdita di tempo…
Comunque, traduttore a parte… tra ieri e oggi mi è venuta a trovare in ambulatorio un sacco di gente…  Ieri, sul tardi, è piombato in OPD, col suo stile da rapper, il mio amico Ojulu, approfittando della momentanea assenza (ma dai !) di Best.
E si è seduto al suo vecchio posto di traduttore; ha visto che mancavano due pazienti e lui ha detto… “Dai faccio io!”. E così ho finito l’ambulatorio con lui… che grande… ero proprio contenta, e a mio agio! Tanto Best non si sarebbe mai offeso per il fatto che qualcun altro gli avesse finito il lavoro…!

 Poi abbiamo chiacchierato e scherzato su un po’di tutto. Gli ho chiesto se gli manca fare il traduttore; lui mi ha detto semplicemente “No!”… risposta da Anuak;  so che si annoiava a morte, cosa comprensibile. Barbara a proposito mi dice sempre che è un dramma per loro trovare buoni traduttori… perché quelli bravi e brillanti (vedi Ojulu e Best) si stufano subito e non resistono più di tanto, quelli invece che resistono e non creano problemi sono però quelli più”indietro”(vedi quelli che si alternano a Best, ossia Obang e Ochoi…tanto gentili e ubbidienti ma… non ce la fanno proprio!)… quindi un disastro in entrambi i casi.
Gli ho anche fatto notare che sta bigiando un po’troppo le messe domenicali… lui è stato un po’evasivo e in breve è sparito alla mia vista dicendo “A presto !”… Ho osato troppo, mai “invadere” così …  i fatti personali degli Anuak!
Stamattina comunque è ripassato a salutarmi tutto bello sorridente… menomale!
Poi è passato Aberra, o Vinavil, l’infermiere più appiccicoso che c’è (non è Anuak infatti)… mi ha chiesto mille cose, già chieste, e mi ha ri-raccontato la storia della sua vita e di sua moglie… ahhhh!

 La visita più gradita è però sempre quella di Beyene, il laboratorista più anziano e più bravo in assoluto… che quando vede qualcosa di particolare al microscopio bussa e mi dice “Vieni vieni” e mi mostra tutto contento l’ameba o il plasmodio più bello della giornata! Quando viene a salutarmi mi mette un’allegria e una serenità impagabili… Dice sempre che gli piace tanto il suo lavoro, che ogni giorno per questo ringrazia Dio (lui è cattolico) e che tutti dovrebbero fare così invece di lamentarsi in continuazione… Parole sante caro Beyene !
Mi basta vederlo al mattino e farci 2 chiacchiere perché tutta la giornata poi mi sorrida. E mi vien da dire “Che bello c’è il sole!” ma anche “Che bello, piove!”, oppure “Che bello quando ci sono pochi pazienti! Ma che bello anche quando si lavora come i matti !” Non è che posso portarmi Beyene in Italia, per darmi la carica ogni mattina? No eh?!

Sono felice poi di annunciare che stamattina ho fatto il mio primo aspirato naso-gastrico (di quest’anno) a una bimba con sospetta TBC. Speriamo di riuscire anche domani… e il giorno dopo ancora! Perché Barbara e Tere così presto non ci sono mai o hanno “daffarissimo”…
In più ieri sera ho spiegato a un piccolo gruppo di infermieri, in un brillantissimo anglo-italo-amarico, come fare i lavaggi nasali ai bimbi, specie i piccoli. Ma anche ai grandi visto che il concetto del soffiarsi il naso non è molto presente da queste parti…
Mi guardavano a bocca aperta come se stessi spiegando l’ultima frontiera della microchirurgia sull’arteria coronaria di sinistra… Eppure è un concetto semplice! Spero che abbiano capito che serve un sacco e che magari può evitare tante complicazioni nelle alte  infezioni respiratorie … Domani ripeterò la dimostrazione ad un altro gruppetto. Poi non voglio che lo chiamino “lavaggio nasale” ma una roba tipo “manovra Woba”…Insomma c’è la manovra di Valsalva… quella di Giordano …perché non ci deve essere anche la mia?

In fondo  è come se qui li avessi inventati io i lavaggi nasali !!!

Successi e sconfitte

Alemitu ce l’ha fatta ! Ha superato la notte… niente lago di sangue!! I 7 cuccioli hanno ancora la loro mamma! Stamattina è venuta in ambulatorio… per fortuna sua si è imbattuta nella Tere che l’ha visitata come si deve e le ha fatto un’ecografia. L’utero non è in gran forma, ma niente sanguinamenti e lei stava decisamente meglio!

L’altra donna invece ha proseguito la sua odissea, poveraccia… Ieri sera lo zebegnà ci aveva portato uno dei suoi soliti bigliettini con su scritto che i parenti della donna, bravi devo dire (altri l’avrebbero letteralmente abbandonata al suo destino),  in qualche modo avevano trovato i soldi per portarla all’Ospedale di Gambella, almeno per una trasfusione. I soldi per la visita… ma non per il trasporto… E allora Franco e Carlos, con qualche parente disponibile  a  donare il sangue, sono partiti  nottetempo, per accompagnarla.
Solo che a Gambella non hanno voluto prendersi la responsabilità della trasfusione e … dove l’avrebbero trasferita il giorno dopo? A Mettu… dove l’avevano già rovinata la prima volta! Questa storia rasenta il film dell’orrore. Tere e Barbara oggi erano fuori dalla grazia di Dio, arrabbiate nere …Quindi siamo ancora punto e daccapo.  Tra gli Ospedali qui non c’è proprio collaborazione… Barbara e Tere, quando trasferiscono qualcuno, telefonano, scrivono dettagliate relazioni sul paziente e lasciano ogni recapito per avere notizie. Mai ricevuti resoconti… e molto probabilmente mai lette le loro relazioni sui pazienti…
Lo credo che l’Abobo Health Center possa essere considerato il migliore della zona, pur con poco personale e pochissimi mezzi diagnostici e terapeutici. Almeno i (due) medici che ci sono lavorano con professionalità, competenza e, soprattutto, coscienza! E la gente se ne accorge… ore e ore di cammino per arrivare qui, magari proprio da Gambella! Beh c’è da dire che tutta questa affluenza è data anche dai costi irrisori e dal fatto che molte e molte volte si chiudono non uno ma due occhi al momento del pagamento di visita e farmaci… fino a offrire talvolta prestazioni completamente gratis…

I due gemellini prematuri invece non ce l’hanno fatta, come era prevedibile. Uno è morto già il giorno dopo… l’altro ha resistito fino a ieri…
Le due pagnottine, anzi le due michette, sono volate in cielo … tanto erano così leggere che gli angeli non avranno fatto la minima fatica a portarli dritti in Paradiso.

E qua vengon fuori i soliti tormenti… “fossero nati in Italia, invece che ad Abobo forse avrebbero avuto delle possibilità in più…” eccetera eccetera. Ma fossero anche nati in Italia e strappati alla morte attaccati a macchinari, ventilatori, con sondini  e cateterini infilati in ogni dove… che vita li avrebbe aspettati? Quali esiti a distanza dopo mesi e mesi passati in Terapia Intensiva, spesso separati dalla mamma…

Immagine

Neonatologi e ginecologi salvano questi bambini e fanno qualcosa di straordinario (e io li ammiro un sacco!), … ma poi non sono presenti, quando, mesi o anni dopo, i danni cerebrali e le menomazioni fisiche vengono fuori. Genitori e pediatri sì…

Di fronte a questi delicati argomenti si potrebbero aprire pagine e pagine di discussioni. E’giusto che ognuno abbia il suo parere.

Io, per conto mio, sono piena e piena di dubbi… Pur vedendola dal punto di vista del medico… mi chiedo cosa sia più etico… Voler salvare il piccolo a tutti costi,  con la giustificazione di salvare una vita, ma forse più per motivi legali o per far raggiungere alla medicina moderna sempre maggiori ”traguardi”… oppure far di tutto per accompagnarlo nel modo più dolce, umano e indolore possibile ad una morte che è la natura a decidere?

Il dubbio più grande è il limite, il confine… fin dove è lecito arrivare a strappare una vita alla morte? Perché devo salvare un piccolo di 800 g e non uno di 798 g? Non sono certo io a dover e poter stabilire una soglia di peso o di età gestazionale… ma chi lo può fare ?? Per quanto abbia studiato una vita sull’argomento? E’giusto sia l’uomo a stabilirlo ?
D’altra parte delle linee guida ci vogliono e qualcuno dovrà pure prendersi la responsabilità di queste decisioni, perché queste situazioni si presentano ogni giorno e dovunque nel mondo, ed è l’uomo che si trova a doverle affrontare.
E’difficile… veramente difficile anche stabilire il confine tra CURE e ACCANIMENTO TERAPEUTICO , specialmente in sala parto e Terapia Intensiva Neonatale. Chi lavorà lì ha comunque tutta la mia più incondizionata ammirazione… io non riuscirei a prendere certe decisioni e lavorare ogni giorno con questo peso.

Quindi è meglio che cerchi di far bene il mio lavoro e non giudicare troppo chi, su questi argomenti, ne sa molto, ma molto più di me…

Decisioni difficili

Questo pomeriggio Franco è venuto a bussarmi alla porta, tutto giulivo e con un sorrisetto strano, chiedendomi se avevo voglia di andare con lui a fare una visita al villaggio 17. Io ho accettato, tutta contenta di fare un bel giretto. Peccato che, quando ormai eravamo partiti e…non potevo più scappare…, mi ha detto “ Ah, un piccolo particolare … la visita di cui ti ho parlato non è una visita di cortesia, ma proprio medica… mica è un problema veeero?” Il sorriso spensierato mi si è bloccato tipo trisma tetanico e ho solo risposto “ AH ! Noooo nessun problema! Tuuuutto bene!”.
Poi ha specificato meglio e il sorriso mi si è proprio spento. Praticamente stavamo andando da Alemitu, la giovane donna del famoso aborto di qualche giorno fa, che aveva iniziato ad avere dolori addominali e… perdere un po’ di sangue. Dopo una visita… a grandi linee,  avrei dovuto stabilire se poteva rimanere a casa ed eventualmente venire in Clinica con i mezzi il giorno dopo, o se portarla direttamente in Clinica, approfittando della macchina di Franco. Insomma una roba facile facile e priva di responsabilità…
L’ho visitata nel buio più pesto della sua capanna, era sdraiata su una specie di tavolo con un materassino sopra. Anche se era buio vedevo bene che era pallida e molto debole, anche se sorrideva, continuava a ringraziare e alla fine si è alzata pure per offrirci del bocolò . Beh, il fatto che qualche passo riuscisse a farlo era un buon segno! Non avevo fonendo, sfigmomanometro per la pressione, luce e neppure un orologio per valutare il polso… sono andata proprio… a braccio!
Franco mi ha detto “Allora dottoressa? Che si fa?”.
I secondi volavano ma dentro la mia testa non finivano mai… Ero un sacco indecisa… secondo la medicina difensiva che mi “hanno insegnato” in Specialità avrei dovuto farla portare in Clinica… sai… non si sa mai, così stiamo tranquilli e non si rischiano denunce… La  mia coscienza e la mia visita, fatta da medico e non da avvocato penalista, mi dicevano che si poteva provare ad aspettare senza strapparla subito dalla sua casa e i suoi… 7 figli! Il polso era buono, non era sudata, non aveva febbre, diceva di sentirsi meglio e soprattutto in quel momento non sanguinava, anche se una visita ginecologica completa, pur avendo un po’imparato a farle, non l’ho fatta.
E alla fine ho deciso di mandare a quel paese il pensiero di avvocati e medicina difensiva (che non riuscirò MAI ad accettare) e seguire gli insegnamenti della medicina… più “sana”: fidarsi dei propri occhi e delle proprie mani,  della vecchia e cara VISITA, di ciò che si è studiato, del proprio ragionamento e di un po’ di buonsenso (più qualche preghierina stanotte!!).
Ma, tornando, continuavo a chiedermi se avevo fatto la cosa giusta… un po’ di responsabilità me la sento addosso ! Stanotte continuerò a rigirarmi nel letto immaginando questa giovane e dolcissima mamma in un lago di sangue, nella sua capanna, con i suoi 7 figli che mi guardano con i loro occhioni pieni di lacrime… orfani di madre per causa mia… Aiutoooo!

Già questa mattina, al giro letti, abbiamo visitato una donna, a cui la povera Tere aveva dovuto fare un raschiamento nella notte, conciata proprio male e che era partita proprio dal medesimo problema. Aborto all’Ospedale di Mettu, dove ci sono fior di ginecologi e chirurghi, mandata a casa ancora sanguinante. Arrivata questa notte ad Abobo in fin di vita, bianca come un cencio, con febbre da shock settico in corso. La Tere dice che, dovesse riuscire a superare la notte, domani si organizzerebbe lei stessa per donarle il sangue. Anche Barbara si è offerta… ma in coro io, Franco e Tere gliel’abbiamo vietato ! Ultimamente è così stanca e magra che potrebbe volar via con un colpo di vento…  E poi ci sono anch’io! Non ho grandi riserve di emoglobina ma … ci sono!

Questa notte sarà molto decisiva… per almeno due giovani donne… e una piccola dottoressa…!

Quant’è difficile fare i medici veri !!

Un altro sabato è arrivato… Stamattina il tempo era pessimo… pioveva a dirotto… gli alberi del compound erano mezzi sommersi dall’acqua limacciosa… Per fortuna ha smesso in mattinata se no sperimentavo la vita nelle palafitte!
Ora è pomeriggio e appena ho visto un timido raggio di sole dalla finestra mi ci sono fiondata, sedendomi su uno scalino fuori casa… ogni tanto controllo quali simpatici animaletti mi si avvicinano , per ora solo formiche giganti, lucertole e ragnetti… Basta mi stiano lontane le pulci… con loro ho già dato e non lo auguro a nessuno. Pure con i tafani!

Come ogni weekend che  si rispettti, sono un po’malinconica e le nostalgie riaffiorano.
Per fortuna c’è il giro letti del sabato. Tere e Barbara mi hanno sempre detto che il sabato posso anche rimanere a casa per riposarmi un po’ ma……. ho bisogno di lavorare !!!!!
Stamattina, all’arrivo in Clinica con Tere, c’era un’atmosfera impressionante… erano le 9 ma c’era un buio pestissimo e pioveva  a dirotto. Gli infermieri ci seguivano con le torce , illuminando cartelle e pazienti(perché ovviamente non c’era luce)… sembrava di essere nelle catacombe !
Alla fine di questo night bed tour, Barbara , Tere, Franco e Carlos si sono rinchiusi in ufficio per l’ennesima riunione su bilanci di fine anno e futuro della clinica. E io mi sono precipitata tutta contenta nel mio “ufficio”… lo store dei farmaci ! Con l’arrivo della Tere si sono materializzati sacchi e sacchi di farmaci… che aspettavano di essere scartati, contati, ordinati, segnati con la scadenza e messi sugli scaffali giusti … da me!! Ho avuto qualche problema sugli scaffali più alti… ma nulla che una scala e una buona arrampicata nella polvere non risolvano! Alle 13,30 Barbara è venuta a vedere se ero viva e a trascinarmi via…visto che ormai ero quasi alla fine e volevo terminare … ma è stata irremovibile!
Ma si vede che era una mattinata già segnata… siamo arrivati a casa più di un’ora dopo perché ci sono state due emergenze che abbiamo dovuto gestire al volo… Un bambino caduto da un albero, con un polmone praticamente trafitto da un ramo, medicato e “imbastito” prima di essere mandato di corsa (in proporzione col concetto etiope di corsa) a Gambella da un chirurgo per un quasi certo emotorace. Poi 2 gemellini, nati nella notte, alla 32^ settimana… 1,100 kg a testa. Li vedevo e pensavo… pesano come un kilo di pane, un pacco di pasta, una confezione di zucchero… stanno ognuno in una mano… Mentre mi perdevo nel mondo dei confronti e delle nuvole, Barbara e Tere mi han chiesto se avevo qualche idea in più oltre a tenerli il più caldi possibile e sparargli tanto latte e tanto zucchero via sondino naso-gastrico…
Io lì,  a parte sciorinare cosa ho visto fare in patologia neonatale …tutte cose infattibili ad Abobo che non so neanche perché ho detto, mi son sentita una vera cacca.
Non avevo la più pallida idea di che suggerire…  Da noi chi nasce in quelle condizioni va diretto in Terapia Intensiva Neonatale infilato di corsa in incubatrice, in fototerapia, attaccato a respiratori, con vene incannulate in ogni dove, nutrito in continuazione con latti specifici e sondini di mille misure, monitorato e sottoposto ad ogni tipo di esame del sangue e strumentale… In più in pediatria frequentiamo sì  la TIN ma troppo poco per poter imparare qualcosa di pratico ed utilizzarne bene le conoscenze! Non voglio giustificarmi ma far capire quanto mi son sentita inutile, limitata ed ignorante! E chissà cos’hanno pensato loro…
Abbiamo guardato anche su un po’ di loro libroni ma, a parte dirti che il polmone lo devi far maturare finchè è in pancia (grazie della notizia!) , non aggiungevano altro… perlomeno fattibile all’Abobo Health Center…
Tornando verso casa forse la Tere mi ha vista un po’… così e mi ha detto “Vale, sono 1 kg ciascuno… è inutile, qui non hanno speranze. Già è una sfida nei nostri ospedali ben più avanzati e tecnologici. Qui siamo ad Abobo… più che continuare a scaldarli e nutrirli non possiamo fare altro”

Ha sicuramente ragione e io non potrei fare nulla di più nemmeno se sapessi a memoria tutti i manuali di pediatria e neonatologia di questo mondo… Però mi sento una schifezza lo stesso, perché ogni giorno che passa mi rendo conto di quante cose non so e di quanto vorrei rendermi più utile…
Barbara e Tere sono eccezionali… sia professionalmente che umanamente. Hanno capacità organizzative e una praticità da far invidia … e per forza le devono avere per far fronte alle mille cose da pensare e fare contemporaneamente!
Barbara è un vulcano, ha una grande energia ed è molto decisa e fredda nei momenti più critici… Si arrabbia, sgrida infermieri e lavoratori, cerca, anche con un po’di ironia, di scrollarli dall’apatia e dalla poca voglia di lavorare  e, nonostante i risultati non è che vadano a migliorare, lei non si stanca mai! Potessi avere un ottavo della sua energia e della sua sicurezza ! Lei poi è stata la mia “maestra” fin dai miei primi passi l’anno scorso, avendo una pazienza infinita e aiutandomi tantissimo. E di questo le sarò sempre grata.
Tere è la mamma, la sorella, l’amica, la confidente di tutti! Tutti la adorano, la cercano… lei non dice mai di no! E forse ogni tanto dovrebbe dirne, anche perché si fa carico dei problemi e delle beghe del mondo intero… ne guadagnerebbe anche in salute! E’ qui da 20 anni (anche se fisicamente non li dimostra per niente!), parla amarico meglio degli… amarici e ora mi fermo perché se mi becca che scrivo queste cose mi lincia… perché oltretutto è anche la persona più modesta che abbia mai conosciuto e scappa al minimo complimento…

E io in tutto questo? Che gioco è … “Trova l’intruso?” Ne ho da fare di strada…………
Io cerco di imparare il più possibile, di “rubare” le conoscenze e i trucchi, senza rompere troppo le scatole a loro, che di tempo ne hanno proprio poco e me ne dedicano già fin troppo! Ho mille domande in testa, so che ¾ sono idiote… e mi sto impegnando a rispondermi da sola il più possibile… Ho scoperto che a volte basta stare un po’più attenti, aguzzare l’ingegno e …udite udite… talvolta le risposte si trovano anche da soli!!!
Il problema del sentirsi limitata e talvolta poco utile è un mio problema… secolare …anche grazie alle mie paure e alle mie insicurezze. Ma qui, cacchiolina, vorrei veramente darmi una svegliata ! C’è bisogno di gente brillante e sicura di sé… C’è veramente bisogno ! E io son qui a piangermi addosso ! Vorrei tirare fuori non il massimo… di più!! Ma da dove??
Qual è la mia paura più grande? Che alla fine di questi 3 o 4 mesi il mio esserci stata sia equivalso al non esserci stata… Ne sono terrorizzata.
Poi le”mie” dottoresse mi dicono sempre che è tutto ok, che lavoro bene e che devo credere in me stessa… ma … sono così gentili e dolci che non mi stupirei se mentissero per non ferirmi!

Ieri durante il giro, c’era un giovane paziente, un ragazzo o poco più che si contorceva dal dolore, tra le braccia della giovanissima moglie che non poteva fare altro che stringerlo a sè e stargli vicino. Non una lamentela, non una richiesta. E’arrivato da noi già in queste condizioni. Tere gli ha fatto un’ecografia…sapere che è una massa enorme al fegato non ha aggiunto molto ai nostri sospetti e alla sua prognosi. Lei dopo averlo visto  si è rabbuiata e ha detto “Non c’è più niente da fare per lui…”. A me è scappato un “Ma almeno ce l’ha un antidolorifico in terapia?”… in genere non faccio commenti se non interpellata, ma mi è proprio scappato perché non ce la facevo  a vederlo così!  Lei ha subito messo in terapia un antidolorifico in vena e ha detto agli infermieri di farglielo subito.
Cavoli, non sono abituata al fatto che un mio parere venga subito ascoltato, specie da chi ha 20 anni di esperienza ! Non volevo scavalcarla, mi è scappato! Ma lei era tranquillissima, non sembrava proprio offesa. Ho notato che lei chiede un sacco il mio parere… non tipo interrogazione ma proprio, come dire, alla pari. Nessuno mi ha mai trattata così… Questo da una parte mi gratifica un sacco, dall’altra mi fa sentire spesso in difficoltà… Vorrei dirle “Ma guarda che tu ne sai un sacco più di me, anche di bimbi!!!” Comunque sto imparando a cercare sempre di risponderle… ostentando più sicurezza possibile e cercando di dirle la cosa più sensata che mi viene in mente… !

Quant’è difficile fare i medici veri !!!

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